La storia - Festa San Giorgio vescovo di Suelli

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La storia

San Giorgio nacque tra l’ XI e il XII sec. nel regno di Calari con capoluogo Sant’Igia (attuale quartiere di Stampace – Cagliari) da Lucifero e Vivenzia, servi della gleba di una nobildonna di nome Greca di Surapen dalla quale fu dichiarato libero per poter accedere allo stato clericale, in quanto già da bambino si dimostrò penitente e pieno di virtù. Fu avviato allo studio delle lettere, divenne esperto di latino e greco e a soli 22 anni fu consacrato Vescovo della Barbagia con sede a Suelli. Fu per la diocesi un vero pastore, amante dei poveri che aiutava secondo le sue possibilità e dei quali possedeva una lista. San Giorgio durante il corso della sua vita divenne noto sia per la sua beatitudine sia per i suoi numerosi miracoli.La tradizione vuole che la stessa origine della nascita della diocesi suellese sia legata al miracolo che egli operò in favore del giudice Torchitorio, liberandolo dal flagello degli insetti che infestavano la sua tavola.

Il fatto che sia morto il 23 aprile del 1117, ha creato a volte qualche confusione, visto l’identico giorno di celebrazione del grande martire della Palestina, s. Giorgio.Secondo la sua antica biografia, unica fonte attendibile, Giorgio nacque nell’XI secolo a Cagliari.

Il giudice volendo dimostrarsi grato al suo benefattore lo propose come Vescovo facendo istituire, proprio per lui, una nuova diocesi: la Diocesi di Barbarie.
Torchitorio, con l’istituzione della diocesi diede al nuovo prelato la villa di Suelli con ampio raggio di territorio, altrettanto fece la moglie Sinispella che offrì la sua eredità, la villa di Simieri e tutto ciò che ad essa apparteneva, a beneficio anche dei suoi successori.
La diocesi comprendeva i territori della Trexenta e si estendeva nella Barbagia inferiore chiamata Barbaria o Ullastra. Non è chiaro per quanto tempo governò la diocesi, ma il carisma della sua personalità e i suoi prodigi furono tali da creare, alla sua morte ( avvenuta in base alle fonti storiche il 23 aprile 1117) , un vero e proprio culto.
Dichiarato Santo dalla voce popolare, il suo culto fu riconosciuto dai suoi successori che ne proclamarono la santità, probabilmente subito dopo la sua morte.
Purtroppo si è dimostrata vana la ricerca di un qualunque “Catalogus Sanctorum Sardiniae” o Martirologio o Calendario antico (che si presume sia andato perduto) che testimoni il suo processo di canonizzazione nel XII secolo, soprattutto perchè in quel periodo non era ancora in vigore istruire un regolare processo di canonizzazione.
Legato al culto di San Giorgio vi fu un proliferare di chiese e cappelle che sorsero soprattutto nei centri in cui svolse la sua opera pastorale come testimoniano le chiese a lui dedicate: a Suelli, Anela, Bitti, Lotzorai, Perfugas, Ruinas, Ossi, Urzulei, le cappelle di Girasole e Tortolì e le feste in suo onore che hanno luogo a Bosa, Baressa, Bonnannaro.
Nel 1603 il vescovo Lasso Çedeno di Cagliari riacquista da privati e riconsacra la chiesa di Stampace, ritenuta l'abitazione in cui San Giorgio nacque.
Nel 1606 il Papa Paolo V concede l’indulgenza plenaria a coloro che nel giorno della festa di San Giorgio visitassero la chiesa; due anni dopo la concedeva anche per la cattedrale di Suelli.
Successivamente Monsignor Alfonso Lasso Sedeno, allo scopo di eliminare qualsiasi pericolo di confusione tra le figure di San Giorgio vescovo di Suelli e il martire San Giorgio da Palestina, fissa definitivamente la data della festività a lui dedicata il 23 Aprile.
Suelli è ancora centro del suo culto e meta di venerazione per i fedeli che vogliono pregare di fronte alla sua tomba. Il punto esatto dove si trovano custodite le spoglie mortali di San Giorgio rimane ancora ignoto, ma secondo la tradizione giaciono nella cappella addossata all’antica cattedrale di Suelli, comunemente chiamata Santuario di San Giorgio. Purtroppo nessun documento lo attesta in modo esplicito.


 
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